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MARZO

MARZO

MARZO.

Pubblicato da Filomena Taraborrelli il 24 Marzo 2013 –

Pazzo? Instabile? Si certo, come tante persone che conosco! Eppure marzo arriva e spazza via la tranquillità del freddo penetrante dei monotoni mesi invernali che tanto hanno saputo accompagnarci, ma ecco che arriva lui e con una poderosa spallata si fa strada in mezzo alla noia, scioglie le nevi sulle montagne e riempie con gran fragore le gole d’acqua. Si agita felice come un bambino che impara a camminare e ti accorgi che già corre veloce ed impaziente. Marzo è irriverente, arriva e non bussa alle porte, le spalanca con le sue folate imperiose, scompiglia le menti e ci ricorda di muoverci come in una danza tribale, un esercizio di buon auspicio per la vita che incombe, spinge e freme, alla nuova vita che risplende di tutti i colori del verde, quella stessa vita che è stata cullata dalle coltri fredde dell’inverno. Marzo è senza ritegno, ci urla con il vento che è ora di rimettersi in cammino, ci porta in dono su un vassoio d’argento la primavera che ogni anno rinasce dalla sua forza magnetica. Marzo è maschio, ci mostra i muscoli possenti che ara le menti, che ci scuote violento, scuote gli alberi fino alle radici, accarezza i teneri germogli, al contadino fa pregare che il ghiaccio non si rovesci dal cielo, guarda al cielo e sorride. Marzo gioca come non mai con le nostre energie, ci esorta a toccarci le mani, ci sbottona le giacche e ci fa mettere vie gli stivali. E’ bello marzo, come l’ombrello che si apre e che si chiude, come il respiro che dilata ancora di più i polmoni, il vento che ci spinge verso promesse di luce che ogni giorno ci porta in dono. Ma il dono più grande è la sua pazzia! Si sa già che è imprevedibile, è sempre pronto a giocare con le nostre ore quotidiane, quelle che ci fa sorridere se il sole scalda e quelle che ci fa scuotere il capo sconsolati quando le nubi nere arrivano all’improvviso trasportate da quel vento che a volte arrivano dal freddo ma che altre volte arrivano dal cuore.
Marzo è una promessa, si annuncia con il suono delle campane, ci porta speranza nonostante esso sia scostante, a chi non ha l’amore lo fa sperare, per chi ce l’ha lo fa fremere come i fili d’erba appena spuntati. Dal suo respiro puoi sentire la neve e puoi sentire il mare….
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