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Angioletto, è presto

Angioletto, è presto

Angioletto, è presto.

  • Pubblicato da Vita Marinelli il 6 Aprile 2014 –

    Ho fatto una cosa, non mi sgridare. Mi assumerò tutte le responsabilità.
    Mentre sto raggiungendo l’obitorio ripenso alla mia ammissione di colpa, per la quale mai ho avuto pentimento. Sto camminando piano lungo il viale pedonale, sono arrivata troppo presto. Quando arrivo alle celle delle salme, intravedo una bara e un viso che non è lei. Meno male. Mi dà sollievo, come se, non essendo lei, potrò trovarla viva. Ancora. Mi avvicino al custode. Chi stai cercando? Mi chiede. E chissà perché anche questa domanda, il chi, me la fa pensare viva. Non è qui, quindi è altrove. O nella stanza accanto, come la preghiera di Sant’Agostino. Il custode però mi informa che la sua salma sarà esposta più tardi.
    Ecco, è morta.
    Riprendo il viale pedonale e vado alla ricerca di un caffè. Di nuovo cammino piano, ho indossato una maglia coi fiori, non avendone portato di veri. Sono per lei questi addosso a me.
    Cos’hai fatto?
    Ho contraffatto un documento.
    Allora, il mio responsabile disse solo: siamo sinestetici. Che ha un significato che forse non c’entrava col nostro affiatamento lavorativo, ma a lui piaceva il termine, lo trovava musicale e difficile. Com’eravamo noi. Mi stava dicendo che lui avrebbe fatto lo stesso, rispondendo come rispose. Non mi chiese altro. Poi tutto andò bene.
    Deana diceva che ero il suo angioletto, mi ha riempita di angeli. Io stessa nel nostro penultimo incontro le ho regalato un angelo di vetro. Trasparente, bellissimo e fragile. Come lei.
    Benvenuta nella tua casa! Ma non era la mia casa, era la sua. Io le avevo solo fatto avere il mutuo per comprarla, la sua casa.
    La prima volta che l’ho vista aveva addosso un foulard, era estate, mi colpì quello. Ho sempre ammirato le donne che sanno indossare i foulard. Mi chiese informazioni per un mutuo. Le feci un preventivo, le spiegai delle cose. Mi chiese solo se suo marito poteva firmare da casa. Restai sorpresa, un cliente ci metteva del tempo prima di sottoscrivere una domanda di mutuo. L’indomani mattina arrivò con la domanda firmata dal marito. E non ha bisogno di chiarimenti suo marito? Le chiesi. Lei disse che no, lui si fidava di quanto avevo detto a lei. E del resto lei si fidava di lui. La casa che avrebbe comprato la vide solo dopo il rogito.
    Non sapevo niente di lei, ancora anche dopo questo incontro. Mi disse solo che nei giorni a venire avrebbe fatto un intervento di chirurgia estetica e, se non mi avesse risposto al telefono, il motivo era quello. Pensai che era così bella, avrei voluto dirle che era un peccato intervenire su un corpo già bello. Per fortuna che non lo feci. Perché poi, tutto, ma già da allora, è stato un peccato.
    La rividi una ventina di giorni dopo. Le chiesi se era andato tutto bene. Mi disse che sì, aveva fatto il tatuaggio dei capezzoli. Con naturalezza. La mastectomia totale l’aveva affrontata mesi prima. Io restai senza parole, ero solo un’anonima analista del credito, perché aveva voluto rispondermi col dettaglio del tatuaggio? Perché mi faceva quelle confidenze? Eppoi così, in piedi, in un ufficio mutui? Perché anch’io avevo contraffatto un documento, lei non lo sapeva, ma se lo avesse saputo se lo sarebbe chiesto, il perché.
    Di Deana non ho ammirato solo il modo di indossare i foulard. Io ci provo a indossarli come lei. O l’eleganza di portare i gioielli, che a me non piacciono, ma lei riusciva a invogliarmi. Mi piaceva soprattutto come fosse riuscita a insegnarmi di nuovo l’amore, raccontandomi il suo. Come riuscivo a Credere ancora, avendo ascoltato la sua Fede.
    Stamane in treno mi sono addormentata. Angioletto, è presto.

    via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – Angioletto, è presto.

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