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Appunti. Il lettino e la piazza, ascoltando Filippo Marinelli

Appunti. Il lettino e la piazza, ascoltando Filippo Marinelli

Appunti. Il lettino e la piazza, ascoltando Filippo Marinelli

Pubblicato da Vita Marinelli il 23 Marzo 2014 –

Declinazione del maschile tra machismo e consapevolezza del limite.

Filippo Marinelli svolge la definizione di maschile da due figure mitiche, Achille ed Ettore.

Achille, uomo e divinità. Invulnerabile, tranne che per il tallone. Fallico, nel senso di trionfante, non riguardo all’organo riproduttivo. Eppure, pur’etimologicamente scorretto, fallico nel senso di faglia, falla, debolezza. Ancora, fallo come imperativo di fare. Il puro fare senza pensiero. Narcisismo fallico. Immaturo. Pienezza e completezza di sé nel possedere il fallo. Non potersi lasciare andare, mantenersi sempre in erezione e opporre ostinato rifiuto all’invecchiamento. Il tallone. Non accettarlo, il tallone. Il mito di Achille ricorda le sorti del progresso tecnologico nel campo maschile, la fantasia di onnipotenza. Complicità all’accrescimento del narcisismo fallico sono da addebitare alle pubblicità (l’uomo che non deve chiedere mai), ai programmi televisivi (tronisti), alle cronache (femminicidio). La spettacolarizzazione per solleticare l’immaturità. Il narcisismo fallico non ammette la sconfitta. Vale anche per le donne, sia inteso.

Il mito di Ettore completa la definizione di maschile. Ettore è il più umano degli eroi. In lui si sintetizzano tenerezza e senso di responsabilità. È consapevole del suo destino, vorrebbe ad un tratto sottrasene. Accorato il suo dolore dove si mescola il presentimento della fine e l’angoscia per i familiari. È pieno di vergogna al pensiero di cosa accadrebbe se fuggisse. Non sopporta l’idea della moglie tratta schiava e costretta a lavori umilianti. Umilianti. Non può non mantenere l’onore del suo nome. Il commiato dal figlio infante, che non lo riconosce per l’armatura, è lontano dai miti della cosmogonia. Incarna un Edipo paterno, Ettore. Che il figlio diventi più prode di lui. Incarna l’invidia per la gioventù. Nella scena in cui uccide Patroclo si inorgoglisce, ma subito deve espiare questo orgoglio.

Dal confronto tra i due miti deriva che il maschilismo è il fallimento del maschile. Solo un maschile completato da un femminile è piena realizzazione genitoriale (Ettore che dice addio alla moglie Andromeda e prega per il piccolo Astianatte). Realizzazione genitale.

Dire è il compito dell’uomo. Dire. Riappropriandosi delle emozioni.

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – Appunti. Il lettino e la piazza, ascoltando Filippo Marinelli.

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