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Blu cobalto

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Blu cobalto

Pubblicato da Vita Marinelli il 25 agosto 2012.

Già. Qui e là, su S4W, si trovano spunti di riflessioni serie. Restavo indietro, per riflettere appunto. Il video ‘il bello della differenza’ non è solo efficace graficamente. L’aveva postato Cettina, ma, guarda caso, o il Caso, tutti i commenti sono stati fatti su quello da me condiviso. Ogni notifica di aggiornamento pareva quasi ammonimento al mio silenzio. Poi ho dovuto romperlo sul commento di Barbara con un ‘mi piace’ e infine sulla citazione baconiana di Salvo G. Oltre alle notifiche, anche il riferimento a un libro letto non più di un mese fa ( Ausmerzen ) pareva ammonirmi. Poi, il post di Salvo G. ‘Rapporto con l’infinito’ è arrivato, e l’ho letto, quando appena due ore prima avevo avuto un confronto inatteso col mio uomo preferito. Espulsione? Logica dopo due ammonimenti! Ma i canoni webbistici forse son differenti da quelli calcistici, forse ancora di più quelli del pensiero. Va bene, ci sono.

Il video è commovente, oltre che efficace, anche nell’utilizzo di un colore assolutamente differente. Un mio nipotino, prima d’essere diagnosticato definitivamente autistico, pensavano fosse affetto da ADHD. Non è uno scarto il mio nipotino. L’ho pensato subito, vergognandomi della possibilità anche solo di prenderla in considerazione una definizione così, anche se, lo ammetto, si fa fatica ad accettare il rifiuto di un bacio, uno schiaffo contro una carezza, domande senza risposte e mondi lontanissimi che conosce solo lui. È una creatura, ho pensato. Dio fa il bene attraverso il male? Non lo so, devo ancora arrivare a una certezza così consolatoria, così risolutiva pure. Nella mia mente han fatto presto a mettersi assieme tre parole, tutte assonanti, che sono emerse e dal video e dal saluto del Papa, e infine dai commenti. Natura – Creatura – Cultura. È una fortuna la cultura, la nostra. Che non pensa all’economicità di una società scevra di differenze o di diversità, contra la natura ferocemente selettiva. Diversità, appunto. Non solo fisiche. D’infinito? Può darsi. Che forse, senza saperlo, è lo stesso infinito, lo star bene.

C’è un momento, dopo il tramonto, che, se il cielo è limpido, assume un colore blu d’una bellezza commovente, anche per motivi miei propri. Due ore dopo avrei letto il post di Salvo G., ma ieri sera ero con Nazario quando mi son lasciata dire ‘Dio, che bello il colore del cielo!’ e lui ‘…il fascino del divino, o del Mistero.’ Sono certa che se avesse dovuto scriverlo, mistero, Nazario lo avrebbe scritto maiuscolo perché dopo qualche minuto, sul mio silenzio, ha proseguito ‘lo vedi, mamma, che riusciamo a toccarci anche se sembriamo distanti?’ Sì, lo vedo, amore mio. Il mio uomo preferito si definisce vicino al buddismo nella sua ricerca dell’infinito, è così allora che, quasi con dispiacere, ho letto il saluto del Papa nel punto “l’uomo, senza saperlo, si protende alla ricerca dell’Infinito, ma in direzioni sbagliate: nella droga, in una sessualità vissuta in modo disordinato, nelle tecnologie totalizzanti, nel successo ad ogni costo, persino in forme ingannatrici di religiosità.”In forme ingannatrici di religiosità. Eppure io e mio figlio ci siamo toccati in uno stesso cielo, d’un blu particolare, dov’è l’inganno? Poteva essere tutto condivisibile quanto contenuto nel saluto, in una logica così il Senso non puoi non trovarlo, anche quando ancora non credi che Dio faccia il bene attraverso il male. È un non senso, verrebbe da dire. Perché dovrebbe usare strumenti del maligno per portare a compimento la sua opera sulle sue creature? Se resto con Lui, se sono tornata a Lui, è perché credo in un Dio che non prende in prestito strumenti d’altri, men che meno del suo acerrimo nemico, il Male. Sono tornata perché credo in un Dio che ci ha contraddistinti di libero arbitrio, e si dispera come, e sopratutto con, il drogato, non gli viene in mente che sia ‘infinito’ la droga; non si scandalizza della sessualità, è desiderio di creatura, pensa guardandoci con tenerezza; e ancora avrebbe potuto impedirci le tecnologie totalizzanti e invece sorride soddisfatto della creatura, la Sua, che è arrivata su Marte; disapprova il successo come un abito succinto, ma è solo un abito. Del Mistero, sono certa, abbia sentito quando una madre e un figlio hanno contemplato lo stesso blu. Cobalto.

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – Blu cobalto.

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