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Concatenamenti agrodolci

Concatenamenti agrodolci

Concatenamenti agrodolci

  • Sono più o meno una decina di giorni che uno sciame sismico visita quotidianamente la mia città d’adozione, Bologna, magnitudo che oscilla da 2.0 a 3.7, vicinissima, quest’ultima, al terremoto del 2012. Saperlo mi ha messa in uno stato di sotterranea agitazione che, però, dimenticavo, trascinata via dal caldo feroce di questo luglio interminabile. Proprio per trovare – illusa! – un po’ di aria, che non fosse solo di fuoco, tre giorni fa mi son buttata sul pavimento della terrazza, appoggiata alla ringhiera, con il ventilatore che mi guardava dalla stanza e provava ad aiutarmi. Avevo un libro e avrò fatto in tempo a leggere due o tre pagine quando la ringhiera mi ha spinto in avanti, delicatamente ma inequivocabilmente, due volte in stretta successione, come se qualcuno, per gioco, mi volesse far prendere paura. Abito al 3.o piano e la ringhiera dà nel vuoto. Dietro di me, quindi, nessuno, neanche angeli o diavoletti. E allora son stata costretta a fare 2+2 = terremoto. L’avevo sentito solo io e mi son sentita presa un po’ per matta, colpa del caldo, avranno ipotizzato.  L’indomani ho avuto conferma che a quell’ora la terra aveva tremato, una delle scosse più leggere. E quella avevo sentito.

    Mentre questa fetta di terra continua a tremare, è arrivata al mondo intero la fantastica notizia di una seconda terra, a 1400 anni luce di distanza da noi, forse capace di ospitare la vita perché collocata nella “zona abitabile”, dove le temperature registrate sono tali da non escludere la presenza d’acqua in forma liquida.  E questa seconda terra gira attorno a una stella, cugina anziana del nostro sole. La terra bis e il sole bis hanno una certa età, quindi tanta più esperienza dei giovani cugini e avranno parecchio da insegnare, i dati raccolti sono tantissimi e complessi. Chissà di quanti terre-bis-moti potrebbero raccontarci. Per adesso solo attraverso analisi chimiche, ché la distanza tra loro e noi è infinita rispetto al sogno di comunicazione e trasporto. Per ora.

    Intanto alla domanda, che ha abitato le menti e i cuori degli uomini nei millenni,  “Siamo soli nell’universo?” si aprono ampie possibilità di risposta negativa.

    Ho un vago ricordo che la chiesa abbia detto che siamo noi e solo noi, creature di questa terra, ad essere state “messi al mondo” da Dio. Forse ricordo male, vorrei tanto. Perché non riesco ad immaginare nulla di più naturale e contemporaneamente esaltante del pensiero di altri mondi abitati. E mi pare che i credenti dovrebbero essere felici che il loro Dio abbia popolato tante altre terre illuminate da tanti altri soli.  No? Quale bestemmia potrebbe mai essere il pensarlo possibile?

    La realtà oggi, però, mi ha aggredito e tolto paura del terremoto e gioia per la seconda terra e il secondo sole.

    Di certo tante altre notizie oggi possono avere una potenza distruttiva, purtroppo. Ma a me, come un pugno terribile allo stomaco, è arrivata questa: le ferrovie ungheresi hanno trasportato a Budapest i profughi, per lo più siriani e afgani, donne e bambini, appena registrati come clandestini e quindi diretti ai campi di cui si leggono notizie buie, in un vagone aggiunto appositamente e chiuso, con un cartello attaccato al convoglio che recita “questo vagone viaggia con le porte chiuse”. Una misura per evitare che i clandestini possano scendere e far perdere le loro tracce.

    Chissà se il ricordo dei vagoni blindati nel ’44, quelli che trasportavano mezzo milione di ebrei ungheresi, si è affacciato alla mente di qualcuno? Quanti? Pochi? Molti? Tutti?

    Non è possibile illudersi. La verità sta in quel vagone chiuso e nel muro anti-profughi lungo il confine con la Serbia. E una terra e un sole bis sono tanto, troppo lontani dalla nostra miserevole realtà, per darci conforto.

    – via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – Concatenamenti agrodolci

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