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cu’ lu core

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cu’ lu core

  • Padre Paolo illustra l’esperienza del cineclub del cinema teatro Bellinzona di Bologna e la definisce come uno spazio-incontro. A fine serata posso confermare che non avrebbe potuto usare espressione più giusta. Quasi piango. L’incontro è vero per me, con la mia terra, quella rossa, con la mia cultura, con le musiche bambine, le pietre ricamate e appuntite, il mare aperto e le grotte buie, e ho nostalgia nello spazio di un cinema bolognese.

    Il film proposto è un documentario girato in posti magici di pietra, quelli pugliesi appunto, che raccontano secoli di storia. Kore. La danza di Persefone, il titolo. Si racconta il tarantismo con il mito. Geniale.

    Il tarantismo era un malessere il cui unico remedium era la danza.

    Persefone, la Kore greca, è la dea dell’Ade, ma solo per due stagioni l’anno, autunno e inverno. Nelle altre due stagioni ritorna sulla terra dalla madre Demetra che la reclama. Ella infatti è stata rapita dal dio degli inferi. Poi, di questi si è innamorata. Ha accettato la sua condizione.

    Il malessere va accettato. Non si può espellerlo senza viverlo, questo insegna il mito. È Persefone che perde la libertà, ma diventa regina. È la resurrezione della donna. Poi, della danza popolare salentina raccontata con la Kore. Anzi, cu’ lu core.

    Non ha ottenuto finanziamenti italiani per la produzione, Kore. Peccato. Ha dovuto cercarli in Francia. Meno male.

     – via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – cu’ lu core

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