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Dacia Maraini sulla violenza contro le donne

Dacia Maraini sulla violenza contro le donne

Dacia Maraini sulla violenza contro le donne

  • Pubblicato da Maria Paoloni il 6 Aprile 2014 –

    La violenza contro le donne è sintomo di qualcos’altro. Non c’è un sesso che porta alla violenza naturalmente. Il bambino non nasce stupratore. La spiegazione naturalistica non ha alcun valore. E’ la cultura ad educare alla violenza. Già il linguaggio – che non è uno strumento anonimo – ha nella sua struttura una discriminazione: il maschile è usato per tutto, il femminile è solo un derivato. Tutte le professioni hanno nomi maschili e si fa fatica a trasformarli in femminile. In alcuni casi, in cui lo si fa per forza, il termine femminile è legato a limitazioni, tipo MAESTRO. Cioè direttore d’orchestra, maestro d’arte, d’armi e così via. E anche di scuola elementare. MAESTRA sarà solo insegnante delle elementari.
    La nostra lingua, a differenza dell’inglese, ha i generi e quindi porta alla divisione. Il linguaggio, però, è un fatto culturale e quindi può cambiare per eliminare ciò che discrimina. STUPRO. In natura non esiste. Gli animali non stuprano. E tantomeno stupro DI GRUPPO. Lo stupro è un fatto culturale e quindi può essere eliminato. Lo stupro era ed è un’arma di guerra, per umiliare il nemico: mettere il proprio seme dentro la donna che è proprietà del vinto era ed è un’umiliazione gravissima e un atto di guerra, appunto. L’atto sessuale deriva dal desiderio e il desiderio viene dalla natura. Lo stupro non ha nulla a che fare con il, DESIDERIO. Non esiste il RAPTUS. Esiste la cultura del potere, della proprietà. Le leggi che riguardano le donne dagli anni 70 agli anni 90 sono molto cambiate, a favore delle donne, eppure ancora oggi una donna deve dimostrare di non essere stata consenziente. Tante volte deve dimostrarlo anche ad altre donne, che sono le madri dei violentatori. A una donna che viene rapinata non si chiede se era d’accordo con il rapinatore, ma se subisce “la rapina” dello stupro le si chiede se era d’accordo con il violentatore. Oggi siamo dentro a una cultura del MERCATO che tende a creare buoni venditori e buoni compratori. Tutto può essere comprato e venduto. E una ragazzina che si prostituisce per una ricarica del cellulare è la schiava più schiava che c’è, perché prima di essere e sentirsi persona, si sente MERCE: Mercificazione dell’individuo contro la cultura del cittadino.
    La prima forza dell’insegnamento e dell’apprendimento è tendere a diventare cittadini. Tutti siamo abitati da “sentimenti animali”, tipo rabbia, odio, invidia, sopraffazione e tanto altro. Uomini e donne. Sì, anche le donne sono violente se pensano solo al potere. Ma le donne hanno imparato a SUBLIMARE, per star bene insieme. Cittadine. Anche gli uomini dovrebbero imparare a farlo.
    Cambiare le leggi è più facile che cambiare la mentalità, che è tanto radicata e fatta anche d’inconscio. Il nostro inconscio è una stratificazione di idee, usi, costumi, abitudini e il rapporto dell’attualità, della cultura che cambia con queste nascoste radici è dialettico, armonizzare queste due forze è difficile, ma si può, si deve. Rinunciare passivamente, dicendo “TANTO E’ INUTILE” è terribile e insopportabile, da combattere con tutte le forze.
    Ci sono stati interventi. Tra gli altri, Dacia ha risposto anche alla domanda se quello che ha scritto su “Amore rubato” avesse parti autobiografiche. Lei ha raccontato di quando a 7 anni è stata in campo di concentramento in Giappone per due anni e ha subìto violenza non sessuale, ma quella esplicita della segregazione e del sadismo ad essa legata, come esercizio di potere da parte del carceriere. Ha poi fatto riferimento alla tortura e alla pena di morte, nominando Cesare Beccaria e le sue riflessioni così profondamente attuali.
    A chi alla fine le ha chiesto il ruolo della letteratura in questo nostro mondo, lei ha risposto: Leggere un libro vuol dire RISCRIVERLO, perché mette in moto l’immaginazione che è la vera forza che ci fa capire, l’intelligenza non basta, da sola. La letteratura serve a sviluppare l’immaginazione, ci aiuta a viaggiare nel tempo, nei tempi.
    Tanto altro Dacia ha detto, ma mi era difficile prendere appunti, avevo bisogno anche di guardarla parlare.

2 Commenti

  1. Ho ascoltato Dacia Maraini in un’altra occasione sullo stesso argomento. Dal tuo contributo sono felice di sentirla sempre appassionata, arrabbiata e tenace. Mi piace che insista sulla cultura, sulla letteratura. Leggere molto, documentarsi, capire, capire. Anche il filosofo Remo Bodei insiste sulla necessità, sul valore aggiunto all’intelligenza, di utilizzare ‘tramiti sensibili’, i sensi. Nel caso della letteratura, RISCRIVERE con l’immaginazione, appunto.

  2. Interessante ciò che ruota attorno all’affermazione che “cambiare le leggi è più facile che cambiare la mentalità”.

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