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Il corpo-danza delle donne

Il corpo-danza delle donne

Il corpo-danza delle donne

  • Un giovedì sera magico quello del 25 settembre, al cinema Bellinzona a Bologna. Le parole nostalgiche e suggestive di Vita nel blog “Cu’ lu core” narrano con intensità la sua terra e il mito. Io voglio raccontare le donne, i loro corpi, la loro danza e la musica che le ha accompagnate dall’inizio alla fine della proiezione e anche dopo dal vivo. E’ una bimba – la figlia della coreografa Maristella che interpreta Demetra – che, in campagna, in pieno sole,  racconta ai grandi la storia di Persefone scandendo gli avvenimenti con pazienti” e poi…e poi…” , tanti, da sembrare piccoli accenni di tamburello. I fatti, resi dalla sensibilità di Azzurra, la giovanissima regista,  magia pura, visionarietà,  sensualità potente, forza indomabile della donna che esprime il suo male senza rifiutarlo, sono nei corpi di donne che ballano insieme, sulla terra e la polvere. I paesaggi di pietra che quei corpi di donna sfiorano e sfidano sembrano corpi anch’essi che abbracciano, trattengono, forse provano ad imprigionare per un attimo e poi liberano e abbracciano ancora e poi più non possono, ché quei corpi vorticano e sembrano non toccar neanche terra.  Demetra balla con la figlia sottratta al dio degli inferi per le due stagioni luminose, forse spera di riuscire a trattenerla e la vede, invece, tornare nel buio dell’Ade e sa, con cuore di madre, che Persefone ci torna innamorata di colui che l’ha rapita. Allora l’attende e balla, con le donne che soffrono, la danza che accetta il male e lo libera. Nella grotta nera, sola,  Miriam-Persefone si muove come una taranta in cerca della sua preda. E’ sconvolgente come sembri davvero quella creatura misteriosa, affascinante e pericolosa. Meravigliosamente erotica nel suo  avvicinarsi a chi l’ha voluta per sé,  si avverte tutto il potere che esercita sul dio che non riesce neanche più a scolpire, sconvolto fin nelle viscere dalla creatura che ha depredato della sua libertà e che lo ha ricambiato imprigionandolo d’amore. La bimba continua i suoi “e poi…”, Demetra e le donne tornano a ballare, liberate dal male,  con Persefone di nuovo al sole, accompagnate nella  danza prima morbida e poi scatenata e felice da musicisti con tamburelli, organetto, violino, mandolino e contrabbasso, mentre la voce emozionante di Cinzia fa venire la pelle d’oca dalla bellezza e i piedi di noi spettatori non riescono più a star fermi. Quando tutto si è concluso, le meravigliose donne che ballavano dentro lo schermo e i musicisti si materializzano sul palco e la danza avvolge la sala, scende in platea e coinvolge il pubblico. Ci provano in tanti, anche chi non sa mettere un piede dietro l’altro. Ed è TARANTA!

  • via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – Il corpo-danza delle donne.

Un Commento

  1. Provo a leggerla così la Taranta: “Demetra balla con la figlia sottratta al dio degli Inferi” “la danza che accetta il male e lo libera”, lo vince. Non è stata forse una donna che ha affrontato il Serpente e gli ha schiacciato la testa sotto il suo tallone?

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