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Il mio Aleph

Il mio Aleph

Il mio Aleph.

Publicato da Vita Marinelli il 16 Ottobre 2013 –

La stanchezza per non aver dormito mi abbatteva, ma andai lo stesso. C’erano buone ragioni per singhiozzare ancora, brevemente, di felicità. Al principio lo pensai cautamente, quasi con indifferenza. Poi sempre più con insistenza, e disperazione. Sentii freddo. L’evidente somatica solitudine mi riempiva di freddo. Sentii che non avrei resistito. Mi affacciai nella città, subito rientrai. Il freddo era invincibile, ma pure volontario. E dentro a quegl’artifici mortali dov’ero rientrata trovai rimedio,al freddo e alla solitudine. Fu tutt’uno. Prima di un parallelepipedo rotante gigante avvenne un fatto incredibile. Subito mi stupii evidentemente della modernità della costruzione, e risi. Poi, più ancora, mi stupii dell’antichità del mio sentimento, e sorrisi. Abbracciai la città abbracciata al cielo. Guardai i palazzi che guardavano per primi le prime stelle. Così scesi alla cieca per strada e nei labirinti bui, veloci, affollati, terribili per gli occhi e per chi ha paura. Una benedizione per chi vuole rubare un bacio. Saranno stati dei pazzi quelli che li hanno costruiti, pensai. Saranno tutti morti, che peccato. Avranno cantato, da qualche parte sopra l’arcobaleno. Singhiozzai.

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – Il mio Aleph.

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