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Il Viaggio

Il Viaggio

Il Viaggio

Pubblicato da Giorgio Misuri il 9 settembre 2012.

Il viaggio comincia da un bisogno, dall’amore per una persona o un’idea, dal timore di un pericolo, dalla speranza di un futuro migliore, ma anche solo dalla curiosità, dalla voglia di uscire da un noioso tran tran quotidiano. Il viaggio è una fuga dal presente o dal passato, una ricerca di qualcosa che acquieti l’animo, liberi dal senso di frustrazione che ci accompagna in ogni momento della nostra vita.

Come intraprendere questo viaggio dipende dal proprio temperamento, può essere un viaggio avventuroso come quello di Ulisse; con Dante è la comprensione della fragile e fallace natura umana che pur ricerca la salvezza eterna, mentre Cervantes, con il suo Don Chisciotte, ha ironizzato sull’eterna debolezza umana che prende i propri bellissimi sogni per la realtà.

Sì, il viaggio è prima di tutto un sogno, ma un sogno importante che direttamente o indirettamente guida la nostra vita. Vivere il proprio sogno è la massima felicità che l’uomo possa avere. Ben lo mostra Don Chisciotte che – quando si infrange il suo sogno – muore perché non ha più nessuna ragione di vivere.

Per intraprendere il viaggio ci vogliono dei mezzi, il più economico è la fantasia e gli scrittori, i cineasti, gli artisti in genere ci fanno partecipi di fiabeschi viaggi.

Qual’è la finalità del viaggio? E’ sempre il superamento dei propri limiti. Fisici per chi ama scalare le montagne, intellettuali per i pantofolai. Molto spesso sono indistricabilmente mescolati come chi è travolto dalle passioni e trascinato all’azione.

Intraprendere un viaggio! Per andare dove? C’è una meta? In fondo siamo tutti viaggiatori su quella minuscola nave spaziale che gira intorno a uno dei miliardi di soli della nostra galassia. Ogni viaggio è legato direttamente o indirettamente a questo bisogno esistenziale di sapere chi siamo, come siamo nati e cosa diventeremo.

Il viaggio avviene nel tempo. Con la mente l’uomo ha la capacità di anticipare i tempi, di vivere oggi i timori e le speranze nel domani dimenticando che è l’oggi l’inizio di ogni domani. Ogni tua azione, qui e ora, inizia un domani e uccide tutti gli altri possibili domani. La padronanza del tempo si ha nella consapevolezza del momento presente.

Il momento presente non nasce a caso, è figlio del passato, del nostro e di quello di tutti coloro che ci hanno preceduti. Vivere il presente ignorando il passato vuol dire essere in balìa degli eventi, rinunciare ad essere persone. Con Dante possiamo esclamare: nati non siamo per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza! Il passato ci ha lasciato una profonda conoscenza dell’uomo e delle sue vulnerabilità, ignorare questo patrimonio porta a ripetere errori antichi.

Come nasce il viaggio? Spesso, molto spesso, dal caso: dal caso della lotteria genetica che ci ha fornito di un temperamento impulsivo o riflessivo, curioso o indifferente, attivo o passivo, tenero o duro ecc. C’è poi il caso nel delicato periodo della formazione, i buoni e i cattivi maestri, il caso nella scelta del primo lavoro, dell’incontro con un partner con il quale si dividerà l’esistenza, degli incontri e scontri professionali e sociali.

Riusciremo a soddisfare il bisogno che ci ha smossi dalla situazione presente per intraprendere il viaggio? I timori e le speranze del futuro condizionano il momento presente. Fanno nascere un futuro che uccide tutti gli altri possibili futuri. Vivere “del” futuro è autodistruttivo. Il futuro nasce nel presente con la conoscenza del passato e la conoscenza di se stessi. Allora è possibile dare uno scopo al nostro viaggio che non sarà deciso dal caso, dalle opportunità, dalle costrizioni ambientali o sociali, ma può essere scelto con la conoscenza delle proprie forze, delle proprie capacità, della tenacia con la quale sapremo affrontare e superare le inevitabili difficoltà, ma lo scopo più o meno inconscio di ogni viaggio è proprio di saggiare le nostre capacità, di sapere fin dove possiamo arrivare.

Si torna all’eterno problema se è nato prima l’uovo o la gallina. Si sa come affrontare il viaggio quando ormai siamo vicini alla meta, non alla meta sognata, ma a quella risultante dalle scelte fatte in ogni minuto della nostra vita. Adesso che sappiamo come avremmo potuto avere successo il tempo giusto è passato. Non ci resta che mettere la nostra esperienza – con l’arte e/o la scienza – nel grande bagaglio di conoscenze dell’umanità per tutti coloro che il viaggio ancora non l’hanno incominciato.

Questo ci raccontano tutti i libri che parlano di viaggi.

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – Il Viaggio.

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