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In aiuto di Armando su Il Dio dei bambini

In aiuto di Armando su Il Dio dei bambini

In aiuto di Armando su Il Dio dei bambini

Pubblicato da Vita Marinelli il 2 ottobre 2012.

Prima di scrivere ciò che penso riguardo al post Il Dio dei bambini, vorrei fare un regalo ad Armando e convincerlo che i suoi sforzi non sono patetici e che il web non ce l’ha con lui.

BARBARA: Si potrebbe cominciare dal tracciare, attingendo alla propria esperienza di studenti e genitori il profilo professionale e personale del docente Irc comune.Tra le belle teorizzazioni (pur sempre opinabili) e l’attuazione ci sono di mezzo le persone e la mia esperienza (soprattutto come madre di 4 figli) mi ha reso convinta che, a parte forse rari casi, l’insegnamento Irc accoglie e permette la docenza a persone che la vivono come alternativa a poco altro o in attesa di qualcosa di meglio in termini lavorativi con una incidenza particolarmente elevata di problematiche relazionali non risolte. Data la realtà dei fatti quindi la ritengo più controproducente che utile e incidente da un punto di vista culturale.

ARMANDO: Le tecniche del web mi sbeffeggiano e irridono i miei patetici sforzi, ma io, Vita, la amo sempre di più e provo di nuovo a risponderle e a parlare nel pubblico social network. Pensa, pensate che questa sera, quando mi sono collegato, stavo andando in cerca di un sito che avevo intravisto e poi naturalmente, perché il Grande Fratello mi odia, si era istantaneamente eclissato, dove presentare un’ osservazione sul fatto che nel Credo dei cattolici si afferma che la Chiesa è UNA (santa, cattolica, apostolica …), ma poi il magistero ecclesiale afferma che anche le altre confessioni e le altre religioni hanno parti di verità: quell’UNA, seguito dalla precisazione, CATTOLICA non darebbe, secondo me, tanto spazio alle altre non cattoliche o non cristiane. Non è esattamente l’ argomento proposto da Vita, ma non molto distante da quello. Insegnare o non insegnare la religione a scuola? E’ un problema che si risolve da sé quando abbiamo chiaro che cosa significa per noi religione: personalmente sposo senza riserve l’ opinione di chi dice: oggi non abbiamo tanto bisogno di insegnanti, ma di testimoni. Sigla di chiusura; la canzone di Mina: Parole, parole, parole …

Barbara parla di esperienze, Armando di testimoni. E Dalle une e dagli altri proverò a dire brevemente.

Il titolo dell’articolo è il Dio dei Bambini. Appunto. Una mattina Nazario ( mio figlio ) mi chiese: ma se è un progetto d’amicizia perché Sazzad va fuori? Era in terza o quarta elementare, credo, e l’insegnante di religione chiamava la sua ora ‘progetto d’amicizia’.

Vediamo il Dio dei grandi. C’è stato un tempo in cui anch’io ho pensato all’insegnamento della religione cattolica come ad un lavoro, un lavoro come un altro, in attesa d’altro. I distinguo sono sempre doverosi, certo. Ma sono d’accordo con Barbara, sul risultato controproducente per i bambini e per gli adulti anche. Sono d’accordo con Armando sull’esigenza di testimoni.

Non credo molto alla disperazione degli insegnanti di Lettere se sono buoni insegnanti di Lettere. E dovrebbero saper spiegare la Quaresima come il Ramadan. Oggi.

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – In aiuto di Armando su Il Dio dei bambini.

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