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Iniziare una salita: ho pensato, ho scritto

Iniziare una salita: ho pensato, ho scritto

Iniziare una salita: ho pensato, ho scritto

Pubblicato da Cettina Drago l’8 Luglio 2012.

Vivere pienamente! Non so chi l’abbia mai fatto e quanti riescano a farlo.

E’ amaramente triste! Se guardi bene, in ogni vicenda importante della nostra vita ci trovi sempre un cedimento, anche piccolo, della tensione.

Qualcosa che avresti potuto fare in modo differente, meglio.

Un’aspirazione mancata, non realizzata, una negazione, un’indecisione, una rinuncia, una bruttura e forse anche una cattiveria. Non parliamo poi dei profondi meandri del rispetto di se stessi e degli altri, del rispetto della propria e altrui dignità, degli egoismi e di tutte le turpitudini più o meno invereconde che ci circondano e che possono averci riguardato o sfiorato. Mi sento di dire: non lasciamo da parte l’aspetto morale della nostra vita, l’etica dell’io, degli imperativi categorici di cui molti, pare si siano dimenticati. Questo no! Ma cerchiamo di non annegare, entreremmo in meandri irrisolvibili quasi da nausea, da malessere del vivere rischiando di considerare la vita, assieme a Pavese, un vizio assurdo!

Invece secondo me il primo passo per iniziare una salita è la consapevolezza.

La consapevolezza è parte della propria conoscenza e ci consente di difenderci dall’attacco del non desiderato, del banale, del mediocre, del non impegno, del non interesse per qualcuno e/o per qualcosa. Cercare di avere la consapevolezza dei limiti di tutto quello che sta fuori di noi e dentro di noi, la circoscrizione degli territori in cui possiamo combattere le nostre piccole battaglie quotidiane per sperare alla fine in una vittoria. Non ha senso imbarcarsi per grandi mari quando abbiamo la consapevolezza di non avere la barca adatta per attraversarli.

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – iniziare una salita: ho pensato, ho scritto.

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