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Io Mi Amo

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Ieri, festa di S.Valentino, ho partecipato al flash mob in piazza per dire NO alla violenza maschile contro le donne.

Un miliardo di donne in tutto il mondo subisce violenza almeno una volta nella vita. Allora ogni anno il 14 febbraio un miliardo di donne in tutto il mondo BALLA insieme nelle piazze e dice NO. Erano donne di ogni età, vestite di rosso, anche solo una sciarpina, e armate di tamburi, pentole, lattine per dire di no con sonorità e ritmo. Travolgente. Circondate da un pubblico acclamante. Riuscite a pensare a questo evento in contemporanea in tutto il mondo?!?

Lo so da me che farlo un giorno l’anno può far dire, ai benpensanti disfattisti e con la coda di paglia, che lasci il tempo che trova. E può anche sembrar vero.

Ma io lo so cosa significa la goccia che scava la pietra.

Quindi so che dalla danza di ieri giovanissime donne e giovanissimi uomini,  che assistevano e applaudivano e non riuscivano a tenere i piedi e il corpo fermi,  son tornati a casa con una consapevolezza in più. E anche tra chi, giovane o no, uomo o donna, era lì di passaggio e si è ritrovato nella impossibilità di accedere alla piazza per colpa di quelle scalmanate di donne in rosso, qualcuno può aver sentito dentro di sé l’irritazione trasformarsi in pensiero, interrogativo, inquietudine. E a sera, anche  tra chi ha visto l’evento solo davanti alla tv, al tgregionale e a quello nazionale, qualcuno non è rimasto indifferente. LO SO.

Stamattina, però, accanto a questa mia consapevolezza sicura e paziente, c’è tutta ancora viva l’emozione di qualcosa che mi è stato raccontato e che mi è sembrato di una bellezza rara e che non posso e non voglio tenere solo per me.

Ieri una mia amica, in un bar che accoglie un pomeriggio a settimana persone, soprattutto anziane, malate di demenza senile o altzheimer, e i loro parenti o amici in accompagnamento, ha portato la sua mamma, come fa da almeno un anno. Perché passi due ore insieme ad altri a fare cose piccole, giochi, attività manuali, balli, ascoltare musica, fare conversazione, vivere un’esperienza di socialità, anche se all’inizio ogni volta recalcitrante. Bene: la mia amica ha comprato cioccolatini a forma di cuore e li ha avvicinati, a uno a uno, a mani tremanti e maculate, la pelle solcata da infinite pieghine plissettate, e a quelle dei loro accompagnatori. Ma prima di consegnare quel piccolo dolce ha chiesto che la persona dicesse  : IO MI AMO.

Non IO AMO qualcuno, qualcosa. IO AMO ME.

ME.

E allora! Imbarazzati gli accompagnatori, forse non consapevoli i malati, tutti hanno giocato questo gioco straordinario, hanno detto quelle tre parole e hanno avuto in cambio il cioccolatino a forma di cuore. E non hanno potuto evitare che si stampasse sui loro visi un sorriso autentico, che s, certo, veniva dalla bontà del dolcino, ma era stata l’auto-dichiarazione amorosa ad aprire le danze. Non riesco neanche a ipotizzare che dirsi IO MI AMO possa essere passato senza lasciar traccia almeno in qualcuno. Non esiste proprio.

Chi non sa che l’amore deve essere rivolto prima di tutto a se stessi, per essere capace poi di scaldare i cuori e le vite degli altri? Che se non ci vogliamo bene, non riusciremo a raggiungere davvero l’altro? Lo sappiamo. Teoricamente. Sappiamo quanti danni ci facciamo proprio perché non ci amiamo, perché non crediamo di meritare amore, e allora ci vendiamo e ci svendiamo in nome di un sentimento che non ci rende liberi e ci fa dimentichi di chi siamo.

Se sapessimo davvero, concretamente, uomini e donne, che siamo noi il nostro primo amore e che è a noi che dobbiamo fedeltà e rispetto, il miliardo di donne che subisce violenza diverrebbe solo il ricordo di un incubo.

Quel NO di ieri in piazza era dire ballando tutte assieme: IO MI AMO.


– via Social4Web – https://www.social4web.com/blogs – Blog View – Io Mi Amo

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