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La preghiera di don Ciotti a Bologna

La preghiera di don Ciotti a Bologna

La preghiera di don Ciotti a Bologna

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    Quando al primo anniversario della strage di Capaci una donna piangeva perché, tra i nomi importanti, non era stato detto il nome di suo figlio ammazzato, Antonio Montinaro, don Ciotti ha deciso che venissero ricordate tutte, davvero tutte, le vittime di mafia. Non c’era un registro, un elenco, così Libera  ha iniziato a cercare e ogni anno scova un numero notevole di non ancora nominati.La manifestazione di Bologna nel giorno di primavera è stata una lunga passeggiata composta, piena di studenti, di scout, di cani al guinzaglio coi loro padroni vecchi e giovani, pochi poliziotti, tanti striscioni e solo le bandiere di Libera. E’ partita dallo stadio e, attraversando la città, è arrivata in piazza VIII agosto. Qui c’è voluto un tempo lunghissimo per leggere tutti i nomi delle vittime. Alcuni nomi conosciuti, più volte citati dai telegiornali. Altri mai sentiti, di intere famiglie, di fratelli, di bambini. Prima di don Ciotti ha parlato una donna a cui la mafia ha tolto la madre, che non aveva neppure trent’anni, e due fratelli. Poi, abbiamo ascoltato lui. Non so quante volte abbia detto vi prego nel suo discorso che è stato davvero una lunga preghiera. Ho preso appunti velocemente, non potevo perdere nemmeno una parola. Eccola.

    Il vangelo non fa sconti a nessuno. C’è anche una Chiesa che invita a guardare il cielo con responsabilità. La corruzione puzza, è putrefazione. Le mafie si possono studiare, ma è difficile conoscerle a fondo senza aver conosciuto le vittime, ascoltato il loro dolore. I loro nomi ci devono scavare dentro. E’ questo il nostro impegno, ancora più determinati e consapevoli. Il dolore delle persone che restano è uguale per tutti, per questo tutte vanno ricordate, le vittime. Il nostro paese ha ancora troppe ombre, trattative inconfessabili, ma la democrazia è incompatibile con il potere imposto ed anche con quello segreto. Il prezzo della ragione di stato non può diventare la nostra verità. Ci deve essere una verità. Non possiamo restare nel dubbio. Denunciamo quanti cercano di ostacolare tutto questo. Certe leggi non riescono a passare, ma alcune hanno un percorso breve. Giustizia e verità per il nostro Paese. Un nome per tutti, ma nessuno escluso, Nino di Matteo. Le vittime delle mafie ci lasciano il coraggio della verità. Oggi è anche la giornata contro il razzismo, la giornata dell’acqua. Oh! Niente negoziati sulla corruzione. Sul falso in bilancio. Sulla prescrizione. Ci sono troppi che stanno nicchiando, che mostrano di volere una nuova trattativa. Chi non vuole una legge chiara sulla corruzione fa un favore ai mafiosi. È da secoli che parliamo di mafie, è un valzer di ipocrisie. La corruzione è l’avamposto delle mafie. Le mafie non hanno bisogno di infiltrarsi od entrare dalla porta di servizio. Trovano porte aperte, perfino comitati di accoglienza. Una commistione mai raggiunta prima. Cambia la forma, non l’essenza. C’è bisogno di una nuova liberazione dalla presenza criminale. Una nuova resistenza etica, sociale, politica. Ecco. L’indifferenza è una vergogna, dice il Papa. Le mafie non sono un mondo a parte, sono in questo mondo. Preoccupiamoci di cacciare i mafiosi dal nostro paese. Uno striscione bellissimo diceva: non siamo noi ad attraversare i confini, ma i confini ad attraversare noi. Il trasporto delle persone è un monopolio concesso (riferendosi agli sbarchi). I poteri legali si muovono illegalmente. Il rapporto della Banca d’Italia di qualche tempo fa ha registrato che ci sono corrotti che siedono  regolarmente nei consigli di amministrazione degli enti pubblici. Nessuno di noi può ascoltare in silenzio, senza reagire. Dobbiamo ascoltare queste voci. Non c’è regione d’Italia che non possa porsi questo problema. Dalle vittime dobbiamo imparare! 

    Bisogna avere più coraggio tutti, vi prego! Bisogna diventare capaci di distinguere per non confondere. Distinguere sempre, consapevoli delle difficoltà. E voi della politica, abbiate più coraggio. Fate bene, fate presto! Sono necessarie delle leggi in materia penale, è necessario istituire i delitti contro l’ambiente. Perché la tossicità delle terre violentate continua ad uccidere per tanti anni ancora dopo. Ma mi volete spiegare perché in questo momento è necessario abolire il corpo forestale? Ho un grave sospetto… E il reddito di cittadinanza? Il primo diritto di ogni persona è la dignità della persona. Cancellare il vitalizio ai parlamentari condannati per mafia. Una giusta legge sull’antiriciclaggio. Permessi ai familiari delle vittime per poter partecipare ad iniziative nelle scuole. Doping. Gioco d’azzardo. Dobbiamo creare una terza via. Nessuno dica che non ci sono i soldi. Lo dico con fatica: quanti miliardi per le cosiddette grandi opere? quale vergogna per coloro che parlavano in dispregio di quelli che avevano perso tutto all’indomani di l’Aquila. Occorre rinnovamento. Occorre un’Europa capace di ragionare non solo in termini di cifre e bilanci, ma di dignità.

    Libera è libera. Ha vent’anni. Bisogna finalmente istituire la giornata della memoria e dell’impegno. Vi prego, con tanta umiltà, non sentiamoci mai arrivati. Non corriamo il rischio di saperci seduti sempre dalla parte giusta. La parte giusta è un vuoto. Si parla tanto di riforme in questa legislatura. La riforma dev’essere quella delle nostre coscienze. Perché l’egoismo e la collusione ci hanno portato alle mafie. Le mafie, poi, maturano nella disinformazione. Allora la scuola. Sono meravigliosi i ragazzi! Questi giovani non prendiamoli in giro. Questi ragazzi sono portatori di una nostalgia di futuro. Bello vedere questi ragazzi schierati dalla parte della vita. Non rassegniamoci, vi prego. Vi ho visto sorridere, il cambiamento ha bisogno di voi. Le cifre sulla disoccupazione sono uno schiaffo alla Costituzione. Un eretico, don Primo Mazzolari, diceva che rischiamo di morire di prudenza in un mondo che non vuole e non può più attendere. Evitiamo l’errore più grande, quello di vivere senza avere mai vissuto.

    Ora libereremo 1035 palloncini bianchi, 1035 nomi. Quei nomi non sono morti. Sono vivi. Continuiamo ad imprestare loro la nostra vita attraverso il nostro impegno. Forza! Forza! Forza!

    via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – La preghiera di don Ciotti a Bologna

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