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La vecchia barca

La vecchia barca

La vecchia barca

Pubblicato da Filomena Taraborrelli il 24 giugno 2012.

C’era un volta una vecchia barca ormeggiata in un vecchio porto, pieno di belle barche. La vecchia barca rimpiangeva i giorni in cui con il suo capitano andava navigando fra le onde al largo di quel porto, il capitano gettava le reti e lei le trainava con un orgoglio felice, sentiva il vento sulla chiglia e le onde che l’accarezzava. Era bello, era fiero il peschereccio che rientrava in porto con le casse piene di pesci e il capitano dritto in piedi che la guidava al suo ormeggio. Un brutto giorno però il capitano fu costretto a lasciarla in porto, ancora ricordava il calore di quella mano mentre accarezzava ogni centrimetro della sua superficie, certo era solo una barca da pesca, un peschereccio, si ma un glorioso peschereccio. “Vecchia mia” l’aveva salutata così, e aggiunse: “siamo invecchiati insieme ed è ora che io mi ritiri in quella casa che ho avuto così poco tempo da abitare, ho vissuto più quà fra queste assi che non fra le mie mura”. Mentre lo diceva le lacrime lavavano il corrimano.

Gli anni trascorrevano sempre uguali, non cambiava nulla se non l’accumularsi delle conchiglie che si ancoravano  ai fianchi e al fondo della barca. Tanti amici abitavana quella barca, i pesci pulitori che piano lisciavano i suoi fianchi, i gabbiani che pigri si riposavano sui suoi alberi, i gatti che dormivano sul cordame abbandonato….la vecchia barca era triste e spesso così si lamentava:”Poveva me, povera me! Nessuno mi vuole più, giacio quì abbandonata, scricchiolo tutta e beccheggio incerta, povera me, nessuno mi vorrà più per navigare, sono vecchia, sono brutta, sono sporca e nessuno mi guarda…” Così si lamentava tutti i giorni e tutti i giorni i suoi amici cercavano di consolarla, ma non poteva esserci consolazione. Infatti il proprietario del vecchio porto che aveva tentato di vendere la vecchia barca senza riuscirci aveva deciso che se nessuno si fosse fatto avanti per comprarla, l’avrebbe fatta demolire!

Povera vecchia barca, il suo lamento era sempre più rassegnato, ma….

“hei amici lassù, hei ci sentite?”

“Ma chi siete? chi fa questo chiasso? non basta il lamento di questa vecchia? Chi siete dunque?” I gatti in superficie erano stizziti, il loro riposo era sempre più difficile..

“Ma siamo noi, siamo i pesciolini!”

“Miaooooo, buoni da mangiareeee, miaooooo!”

“Dobbiamo aiutare la vecchia barca, dobbiamo fare qualcosa per lei!”

“Cosa pensate si possa fare, tra qualche giorno sarà demolita e noi ci dovremo cercare un altro posto fresco e asciutto, miao!

“Noi pensavamo di unire le nostre forze e di ripulirla insieme, se lo facciamo forse non sarà demolita”

“Noi siamo gatti, che cosa ci guadagneremo da tutta questa fatica? A noi piace il pesceeee, miiiiaaaooo”

“non lo sappiamo, chiediamo ai gabbiani”…I gabbiani avevano sentito attentamente, già si scrutavano e si lanciavano sguardi di assenso e dissero:” cari gattini, noi ci siamo nutriti tante volte nella scia di questa barca, i pesci che il capitano scartavano finivano nel nostro becco e quando rientravano in porto altri pesciolini finivano nelle vostre fauci e quindi è un dovere morale aiutare la vecchia barca!”

“Noi gatti siamo gatti e arraffiamo quel che ci danno e non diciamo grazie e se vi avvicinate ancora un pò arraffiamo anche voi!…tuttavia siamo affezzionati alle corde arrotolate di questa barca e ci piace questa posizione e quindi, e quindi…. affare fatto!”

Iniziarono alacremente a ripulire quel che potevano, i pesciolini pulitori si diedero un granddaffare sotto la superficie stagnante dell’acqua del porto, i gabbiano becchettavano tutte le incrostrazioni del sale marino, i gatti da par loro, spazzavano con le code le superfici e ogni tanto li sentivi starnutire rumosoramente “eeetch!” Senza considerare le smorfie di disgusto quando con le loro linguette ruvide raschiavano gli smalti ” ssluurp…blheee, ssluurp…blheeee che schifo, tutto per un po di pesce  del mare aperto!”

Incredibile fu il lavoro di queste creature tanto diverse fra loro, pesciolini, gabbiani e gatti, alla fine del loro enorme sforzo la vecchia barca sembrava essere tornata al suo antico splendore. Certo ci voleva qualche mano di vernice, sì, mancavano le vele, i cordami, le reti ed un capitano, ma per il resto se la si guardava con gli occhi giusti, bhè sì, era proprio una bella barca.

Dopo qualche giorno passò di là un giovanotto, con pochi soldi in tasca ma tanta determinazione. Questo giovanotto cercava una barca, anche vecchia, anche messa male ma che fosse in grado di navigare una volta rimessa in sesto. Ed ecco che mentre passeggiava sul molo la vide, era la sua barca si disse, è bella, è fiera e sarà mia. Andò di corsa dal capo del porto, tirò fuori i suoi quattro soldi e con aria risoluta disse: “quella vecchia barca all’ormeggio laggiù la voglio comprare, quà ci sono i soldi, dove devo firmare?” “Hei frena ragazzo, ma l’hai guardata bene? E’ vecchia, malridotta, domani andrà in demolizione!” “Non mi importa io la compro così com’è!”

E così fu!

La vecchia barca smise di piangere, solo il giorno che tornò a riprendere il largo si commosse, ma le sue erano lacrime di gioia, il capitano che la guidava era fiero proprio come il vecchio capitano. I pesciolini la scortarono fino all’imbocco del porto, i gabbiani volavano felici nella sua scia, e i gatti?

I gatti miagolavano rumorosamente e gridavano a non più non posso:”Hei gabbiani, non azzardatevi a mangiare tutti i pesci, avete capito, non azzardatevi, tanto dovrete tornare e allora mangeremo anche voi!” Ma mentre miagolavano il loro disappunto avrei giurato di aver visto un sorriso sornione e felice e le loro code sventolare alte verso il cielo.

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – La vecchia barca.

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