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Le donne difficili, di Alma Gjini

Le donne difficili, di Alma Gjini

Le donne difficili

  • LE DONNE DIFFICILI, di Alma Gjini

    Sono le donne difficili quelle che hanno più amore da dare, ma non lo danno a

    chiunque. Quelle che parlano quando hanno qualcosa da dire.

    Quelle che hanno imparato a proteggersi e a proteggere.

    Quelle che non si accontentano più.

    Sono le donne difficili, quelle che sanno distinguere i sorrisi della gente, quelli buoni

    da quelli no.

    Quelle che ti studiano bene, prima di aprirti il cuore.

    Quelle che non si stancano mai di cercare qualcuno che valga la pena.

    Quelle che vale la pena.

    Sono le donne difficili, quelle che sanno sentire il dolore degli altri.

    Quelle con l’anima vicina alla pelle.

    Quelle che vedono con mille occhi nascosti.

    Quelle che sognano a colori.

    Sono le donne difficili che sanno riconoscersi tra loro.

    Sono quelle che, quando la vita non ha alcun sapore, danno sapore alla vita.

    Ecco. Ogni 8 marzo provo resistenza a fare gli auguri alle donne e quindi a me stessa. E faccio fatica ad accettare di riceverne. E spero sempre che non mi venga offerto alcun rametto di mimosa, che perde la sua bellezza radiosa e spumeggiante in un attimo e diventa vecchia, spelacchiata, raggrinzita, anche se continua a profumare intensamente. Mi pare così inadatto, come fiore, nonostante la sua storia. Mi sembra che dia un messaggio desolante. Quasi da mercoledì delle ceneri.

    Provo resistenza perché non riesco ad accettare attenzioni, come donna, una volta l’anno. Attenzioni maschili stereotipate, un regalo, un dolce, un fiore, un invito a far qualcosa di diverso dal solito. Tanto per.

    E’ banale questa mia resistenza, può sembrare da bacchettona, da una che non sa godersi le gioie della vita (!), eppure non mi abbandona. Mi sembra  un invito silenzioso ad accontentarmi, un modo in più di tentare di chiudermi la bocca.

    E guardo, scandalizzata, le donne, quelle che sembrano volersi dare alla pazza gioia, in questa data, senza alcuna creatività, copiando squallidi comportamenti maschili.

    Ho amato ed amo intensamente quelle donne che l’8 marzo ancora portano in giro tutte insieme per le strade della città il loro esistere, la loro voglia di essere felici, di essere se stesse, di sentirsi bene nella propria pelle, il loro diritto di dire NO, il loro diritto di essere PARI, pari e diverse, ma pari. E’ davvero solo un giocare assieme. Ancora. Sapendo la verità.

    Non sembriamo più pericolose, non ci caricano, non ci manganellano perché facciamo corteo e casino. Son passati quei tempi in cui gridare il nostro esistere veniva letto come una provocazione sediziosa e bisognava farci abbassare la testa. E allora possiamo giocare dimenticando la paura di allora. Sono altre le paure oggi. Oggi si muore tutti i giorni sotto il nome bugiardo dell’amore.

    Allora festeggio il tempo delle donne difficili, che sono difficili tutti i giorni, che non si accontentano più.

    – via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – Le donne difficili

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