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le stelle se ne fregano

le stelle se ne fregano

le stelle se ne fregano

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    Mentre raggiungevo Patrizia e gli altri e attraversavo Villa Castelli, pensavo a lui, il mio paese. Che restava ignaro della mia presenza sui suoi luoghi. Sono solita fare incursioni brevi e discrete. A volte, senza saperlo né volerlo, mi camuffo da una Marinelli stanziale, lasciandomi scambiare per una sorella cui assomiglio, dicono. L’ultima incursione è stata un’andata e ritorno tutto cuore. Complice un compleanno, anzi due. Un trasferimento all’altro capo del mondo. E la terza C del liceo classico Vincenzo Lilla di Francavilla Fontana. Non c’eravamo tutti. Ci vuole impegno, anche coraggio, a volersi rivedere. Ci siamo lasciati pieni di sogni alla fine del liceo. Nel mezzo chissà cosa c’è stato, invece. Abbiamo avuto il pudore di non chiedere. Solo qualche ricordo per ridere assieme. Arriva un po’ di nostalgia, è naturale. Per tutta la sera ho provato una sensazione restituita da un libro letto anni fa. La sensazione era già cominciata mentre ci addentravamo nella campagna, vedendo il corteo di auto e le luci, le mie accese finalmente, che aggredivano sagome di ulivi trapuntate di stelle. Ma non riuscivo a definirla. Solo, mi sentivo inquieta. Il libro che mi ha chiarito il sentimento narrava una storia surreale dove il mondo aveva raggiunto la perfezione, ma solo perché lo si era chiuso in una bolla. Due esseri viventi di quel mondo avevano scoperto che quella definizione, quella perfezione, si dissolveva quando nevicava. La neve se ne frega, dicevano. E la vita tornava vita. Autentica. Vera.Le stelle se ne fregano, ho pensato quando ho salutato la terza C, anno scolastico 92/93. Nel mezzo può esserci stata qualsiasi cosa. Ho sentito solo la bellezza di una sera. Così lontana e semplice.

     

    -via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – le stelle se ne fregano.

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