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Lu Santu Jullare Francesco

Lu Santu Jullare Francesco

Lu Santu Jullare Francesco

Pubblicato da Vita Marinelli il 13 Febbraio 2014 –

Mai alcuno Papie aveva avuto il coraggio di chiamarsi Francesco. Nome impegnativo quello di nu Santo che si desnuda de li averi e de le vesti e va incontro ai mendicanti, agli appestati, e pure li abbraccia. Lu Santu è figlio di nu ricco mercante umbro e di ‘na bellisima donna francese, da qui Franzesco. Muore nel 1226 e già un anno dopo è Santo. La sua vita è dicata a li poveri e alla vulgata del Vangelo. Dopo quarant’anni da la sua morte qualcuno dice che no, nun sta bene, non pò essere Santu, bisogna rifare tutto. Bisogna leggere le carte, bruciarle semmai alcune. E perché mai? Perché?! Quello era un rivoluzionario, uno che se lu Papie per sbeffeggiarlo e mortificarlo gli diceva d’andare a parlare co li porci, quello ci andava veramente. E co li porci si rotolava, smerdandosi tutto, ed era felice, e soprattutto li porci lo ascoltavano. Franzesco parlava con li augelli e con lo lupo. E questo, lo lupo, si convince pure di diventare moderato per non spaventare oltremodo la gente. E lu Papie, che voleva mortificare Franzesco mandandolo tra li porci, uscì lui stesso mortificato, non te pare rivoluzionario? E’ cosa incredibile che per farci ascoltare da li uomini bisogna parlare con li animali. Perché Deo ce sta, existe ed è tremmendo e ogni tanto pure a Lui li girano li santissimi. E così Franzesco, dopo tre giorni d’attesa, ottiene la udienza prima e la permissione poi di lu Papie a fondare l’ordine de li frati minori e a vulgare lu Vangelo per le strade, per le piazze, nelle case, nei dormitori, nelle carceri. E nelle chiese no? Nelle chiese pure, qualche volta. Li frati lo mettono in guardia, che c’è l’Inquisizione che c’ha la bruciata facile, ma lui parla di Jesus e di Madonna, di nozze dove sette otri di acqua si bevono come vino dopo che Jesus ha fatto strani segni con le dita, segni che capisce solo Lui perché solo Lui già sapeva che lo incrociavano! Verso i quarant’anni Franzesco ave una brutta infezione a li occhi. Bisogna bruciare la infezione, sentenzia lu medico. Frate foco, dice lui, non mi fare troppo dolore. Sentendo che la sora morte s’avvicina, Franzesco pure s’avvicina alla città natìa. Ma in ogni posto lo pregano di fermarsi, perché sai se more accà che gloria pe’ nu paesello sperduto? Ma finalmente arriva ad Assisi. Stanco e malato, lo adagiano su un letto, ma lui non sta comodo. Lo adagiano per terra e Franzesco è felice. Chiede a li frati suoi di cantare un canto di gioia mentre da un tetto tutto sbucato si vede uno stormo di stelle. Laudato sii, o mi Signoreee, laudato sii, o mi Signoreee…Tu mi fai fesso a me, Signoreee. Aveee.

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – Lu Santu Jullare Francesco.

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