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Mastica e sputa

Mastica e sputa

Mastica e sputa

Mastica e sputa, cantava il Faber. Da una parte il niente, dall’altra la gente.
M’è venuto da scrivere sulla fiducia ascoltando, come diceva don Gallo, il Vangelo secondo Fabrizio. La fiducia, quel prerequisito essenziale dei rapporti interpersonali o dell’ordine politico. All’origine del contratto sociale.
Quello che accade invece e ormai, per cui vale il ‘mastica e sputa’, è vituperarla con un carattere sfuggente e allusivo per confonderne il significato.
Ho visto Nina volare tra le corde di un’altalena. Fidarsi di non volare giù, di non cadere dall’altalena. Stabilire un contesto di aspettative. Nell’ordine sistemico le aspettative esigono il funzionamento delle regole. Nell’ordine personale la non distorsione della comunicazione. Difficile. Una buona citazione riguardo la fiducia recita così: ‘Chi sa completamente non ha bisogno di fidarsi, chi non sa affatto non può ragionevolmente fidarsi.’ Che è come dire che a livello cognitivo la fiducia si colloca tra la perfetta conoscenza e la perfetta ignoranza. Difficile, davvero.

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