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OMELIA DI QUESTA DOMENICA

OMELIA DI QUESTA DOMENICA

OMELIA DI QUESTA DOMENICA

Pubblicato da Francesco Pio Ventorino il 28 ottobre 2012.

OMELIA DELLA XXX DOMENICA PER ANNUM

Noi tutti ci ritroviamo come Bartimeo che era cieco, che sedeva lungo la strada a mendicare e che, sentendo che era Gesù che passava, cominciò a gridare: «Gesù, abbi pietà di me, che io veda di nuovo!».

La grande sofferenza dell’uomo di ogni tempo e quindi anche nostra – diceva il Papa il primo giorno del Sinodo dei Vescovi che si è concluso oggi a Roma – si può racchiudere in queste domande: «Dietro il silenzio dell’universo, dietro le nuvole della storia c’è un Dio o non c’è? E, se c’è questo Dio, ci conosce, ha a che fare con noi? Questo Dio è buono e la realtà del bene ha potere nel mondo o no?… Perché non si fa sentire?»

Ora Gesù si propone come il vangelo di Dio, cioè come Dio che ha rotto il suo silenzio e ha parlato. Dunque – continuava il Papa – «Dio c’è. Questo fatto come tale è salvezza: Dio ci conosce, Dio ci ama, è entrato nella storia. Gesù è la sua Parola, il Dio con noi, il Dio che ci mostra che ci ama, che soffre con noi fino alla morte e risorge. Questo è il Vangelo stesso. Dio ha parlato, non più il grande sconosciuto, ma ha mostrato se stesso e questa è la salvezza»

Allora l’unica grande questione diventa: come facciamo a saperlo?

L’uomo Gesù è egli stesso il segno più convincente della verità del suo vangelo. La Chiesa che è la continuazione della sua presenza nel tempo si presenta a noi come una realtà umana straordinaria per la potenza di salvezza che racchiude. I santi e i martiri ne sono i frutti più gloriosi.

Ma bisogna avere gli occhi buoni per riconoscerli. Forse nella ingenuità della nostra infanzia noi eravamo più capaci di vederli questi segni, poi con la passione della nostra giovinezza li abbiamo accolti e affermati con tutta l’energia della nostra vita. Oggi abbiamo bisogno di rivederli.

Ci troviamo come Bartimeo sulla strada a mendicare un po’ di speranza e di significato per la nostra vita, la cerchiamo spesso nelle cose sbagliate e ne restiamo delusi. Da qui il grido fatto più consapevole col passare degli anni: «Gesù, fa che io veda di nuovo!».

Vedere «di nuovo» oggi, ogni giorno, ogni istante: questo è il senso del tempo e il conforto reale della vita!

Quale ne sarà la conseguenza? Una più grande fecondità nella nostra testimonianza cristiana di cui c’è sempre più bisogno nel deserto di questo mondo. Diceva ancora il Papa mercoledì scorso: «il nostro tempo richiede cristiani che siano stati afferrati da Cristo… Persone che siano quasi un libro aperto che narra l’esperienza della vita nuova nello Spirito, nella presenza di quel Dio che ci sorregge e ci apre alla vita che non avrà mai fine».

Saremo noi tra questi? Da questa risposta dipende la riuscita o il fallimento della nostra vita.

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – OMELIA DI QUESTA DOMENICA.

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