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Otello Ciavatti

Otello Ciavatti

Otello Ciavatti

  • Non mettevo piede alla festa de l’Unità di Bologna da anni, almeno quindici. L’occasione di infrangere l’assenza è arrivata da un premio, quello Volponi, uno dei riconoscimenti più significativi promossi nella città in cui vivo. È stato assegnato ad Otello Ciavatti per l’impegno civile e lo merita tutto. Solo per lui la mia presenza.

    Otello è un nome tragico, teatrale, facile da ricordare. Bellissimo. Di solito, quando ci si presenta è quasi scientifico, un secondo dopo non ricordare il nome dell’interlocutore. Ma Bologna, senza falsa retorica, ricorda questo nome perché è lui che lo porta. Il suo impegno per la città è indiscusso. Ho questa fortuna di viverlo e condividerlo. Lo conosco da pochi anni, Otello. Da una serata con Il Rivoluzionario di Valerio Varesi, ero intimorita per la sua presenza, non sarei stata alla sua altezza, statura fisica a parte. Ma lo conosco senza ombra di dubbio dal ’68 e dal ’77, e da tutti gli anni difficili e facili prima che nascessi e prima del nostro reale incontro, dai racconti di una sua carissima amica e collega per me madre d’anima.

    Otello non ha mai fatto passi indietro. Proprio non sa farne. Il suo civismo è semplice e disarmante, per questo efficace. Per il degrado non servono sistemi polizieschi, dice, né chiudersi in casa. Per il degrado serve solo amicizia, moralità e cultura che introducano elementi di rottura nel tessuto sociale. Che inibiscano i comportamenti irrispettosi delle persone, dei luoghi. Poi, i luoghi, ce li hanno dei talenti diffusi. Bologna ce li ha. Bisogna scovarli, lui lo fa. L’Orchestra SenzaSpine ne è la prova. Le Istituzioni non ce la fanno a veder tutto, bisogna aiutarle. È così che Piazza Verdi, luogo violentato e insultato, è diventato il suo salotto. Lì accoglie amici e passanti, deponendo il suo amato Proust.

    via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – Otello Ciavatti

Un Commento

  1. Chiedo a Vita di venire con me a un evento e, quando lei dice di sì, quasi sempre poi lo restituisce scrivendone. Con una capacità di sintesi piena inimitabile. Anche stavolta, anzi di più. Quello che ha scritto ha colto perfettamente la realtà e lo stile di vita di Otello. C’è tutto lui in quelle parole. Lui è proprio come dice Vita e tanto altro e per questo la targa Volponi dovrebbe essere solo l’inizio di moltissimi riconoscimenti che gli sono assolutamente dovuti. Bravo Otello! Buona lettura di Proust e buon lavoro in piazza Verdi e in giro per la città, come solo tu sai fare e sai far fare a chi poi si sente orgoglioso di aver lavorato con te.

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