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Più fragili in famiglia.

Più fragili in famiglia.

Più fragili in famiglia

Pubblicato da Vita Marinelli il 6 settembre 2012.

Mi ricordo la prima volta che entrai in una banca a chiedere informazioni per un mutuo. L’operatore di quel primo Istituto mi scoraggiò subito dicendomi che, se avevo pagato anche solo una bolletta della luce in ritardo, il mutuo me lo potevo scordare. All’epoca mi offesi tant’è che il mutuo aspettai di farmelo da sola. Oggi mi è arrivata tra le mani la richiesta di una signora. Dalla carte si possono leggere tante cose, e non solo perché sono scritte. Da un estratto conto ad esempio si capisce la conduzione dell’economia familiare. I prelievi da venti euro ogni due gioni o due volte nello stesso giorno non denotano una buona conduzione. Ma a parte ciò, ci sono documenti che potrei leggere velocemente, sincerandomi solo dei dati principali, che invece leggo attentamente, e sono sentenze di separazione e testamenti. I testamenti li adoro. Dev’essere perché quando riprendo quello di mio padre me lo rivedo dettare parola per parola le sue volontà al notaio. Le sentenze di separazione invece spiegano le persone. E non è solo, e spesso, una incompatibilità sopragiunta. Non è solo impossibilità di raggiungere un accordo di comunione. Oggi la sentenza che mi è capitata tra le mani parlava di percosse continue e lesioni personali permanenti per le quali il responsabile è stato condannato a un anno e quattro mesi, patteggiando con la cessione della sua metà di abitazione. La signora ha anche ricevuto somme importanti in acconto da un’assicurazione e nel mentre ha contratto due prestiti. Nel suo conto corrente avrebbero dovuto girare almeno quarantamila euro nell’ultimo trimestre, ce n’erano appena quaranta di euro. Al mio collega che ha visto la cliente chiedo che impressione avesse fatto. ‘La poverina..’ ha detto solo. Io temo che la poverina quei soldi non li ha mai visti per sé. La poverina non ha sporto denuncia, pare. E’ stato il pronto soccorso a sporgerla. La poverina, forse, il mutuo di ottantamila euro, che oggi veniva a chiedere, era per ripagare quella metà ricevuta come risarcimento. E dire che le donne separate vengono viste quasi peggio rispetto agli uomini. Quando continuiamo ad amare in maniera malata, sì. Penso io. Quando leggo nelle sentenze che i coniugi sono autosufficienti e che non pretendono nulla l’uno verso l’altra ho un sospiro di sollievo. Ora però riuscirò a trovare il coraggio di dire alla poverina che un mutuo non lo avrà mai perché sicuramente paga le bollette in ritardo con quaranta euro in conto. Mi piacerebbe pure trovare il coraggio di dirle che tifo per lei, ma non è così che si protegge. Non è sempre peccato andarsene o lasciar andare. C’è tutta la vita davanti.

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – Più fragili in famiglia.

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