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Problema casa (rispondendo a Salvo).

Problema casa (rispondendo a Salvo).

Problema casa (rispondendo a Salvo)

Pubblicato da Vita Marinelli il 6 dicembre 2012.

Non sono una sociologa, tanto meno un’economista, e quello che scriverò lo farò solo sulla base dell’esperienza nel settore dei mutui, fatta di lettura di estratti conto e interviste ai clienti.

E’ condiviso l’aspetto storico culturale descritto da Salvo. Gli italiani sono un popolo di proprietari o di aspiranti tali. Il legame che sussiste tra casa e cultura è testimoniato dal perdurare di cerimonie di inaugurazione (accade ancora nel mio sud) che accompagnano l’occupazione di una nuova abitazione. La casa non è solo un bene primario. E’ anche elemento forte di differenziazione sociale, è simbolo di status a seconda di dove è dislocata, com’è fatta. Ed è un processo continuo di ‘miglioramento incrementale’, che tocca l’identità, la comunicazione, la posizione di chi la abita.

Vengo ai mutui e al perché ho fatto una simile premessa. Degli affitti posso solo dire che in una città come quella in cui vivo incidono per due terzi di uno stipendio. Una rata di mutuo spesso è più bassa di un affitto e questo è un motivo per il quale molti, italiani e stranieri, decidono per l’acquisto. Il problema dei mutui e delle insolvenze è facilmente riconducibile a una sovrastima degli immobili. Sovrastima che s’impone per ottenere mutui al 100% del prezzo d’acquisto camuffati da 80% (quello che gli Istituti finanziano). Ciò vuol dire che chi ha contratto quel mutuo al 100%, ma anche 120%, non aveva neppure risparmi per coprire le spese notarili. E nel tempo quell’assenza di risparmi si è tradotta in incapacità di sostenere la rata di mutuo. La beffa è che rivendendo l’immobile non si potrà ottenere liquidità a sufficienza per coprire il debito da mutuo (essendo stato sovrastimato), lo stesso accade in una procedura di pignoramento. In entrambi i casi l’immobile viene ricondotto a valore di mercato.

Tornando alla premessa e alla differenziazione o identificazione sociale, è diffuso che la capacità reddituale dei richiedenti non sia coerente con l’acquisto. E questo, a onor del vero, non perché gli Istituti di credito non rispettino le politiche di rapporto rata reddito (quanto incide la rata sul reddito mensile), ché neanche verrebbe approvato un mutuo se così fosse. Ma perché spesso, e appena ottenuta l’approvazione del mutuo, ci si indebita ulteriormente e per tutto.

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – Problema casa (rispondendo a Salvo).

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