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Problema Casa

Problema Casa

Problema Casa

Pubblicato da Salvatore Guarnera il 6 dicembre 2012.

L’Italia è uno dei paesi con più alto rapporto proprietà/unità abitative. Ciò deriva da un fatto culturale “ancestrale”, per il quale storicamente la maggior parte del risparmio e della ricchezza prodotta è stata investita (dagli anni ’60 in poi) nell’acquisto della prima casa, spesso anche della seconda, e nella casa dei figli. Lo scopo del risparmio per i nostri genitori era assicurarsi di “possedere” una casa (a volte al termine della carriera lavorativa, non appena si entrava in possesso della “liquidazione”) o di costruirla per i figli (nei paesi costruendo palazzine con diversi appartamenti, uno ciascuno per i figli). Siccome poporzionalmente non si era molto più ricchi di adesso (anzi), il sistema reggeva perchè nelle more di divenire proprietari si viveva in affitto, ma in regime di blocco dei canoni prima e di equo canone poi. Sicchè si poteva “risparmiare”.

Inoltre, già negli anni ’50 grande impulso venne dato all’edilizia popolare o comunque “convenzionata”: si costruivano palazzi per i ferrovieri, per gli operai della Fiat, per i dipendenti comunali, etc.etc., i cui costi si iscrivevano nella politica di spesa pubblica “sociale”.

Dalla fine degli anni ’70 in poi tutto è cambiato. E’ diminuita la capacità di “risparmiare”, in favore di consumi e debiti sempre crescenti per beni non immobli, è stato sppresso l’equo canone, lo stato non ha più fatto una seria politica o convenzionata di edilizia “pubblica”, lasciando al “mercato” il compito di autoregolarsi (ma, si sa, il mercato si autoregola sempre a sfavore dei più deboli …). Infine, una bolla speculativa di dimensioni colossali (a cavallo del 2000, nel giro di pochi anni, i prezzi delle case sono cresciuti del 250%, io sostengo ingiustificatamente) ha dato il colpo di grazia.

E adesso che siamo in piena crisi economica, la gente ha ancor meno di prima i soldi per pagare affitti esorbitanti, nè per accendere mutui. E quelli che hanno contratto dei mutui qualche anno (comprando a cifre stratosferiche) non riescono più a pagare le rate.

Penso allo strapotere del capitale da un lato, e dall’altro alla insipienza (che è culturale prima che politica) delle nostre classi dirigenti degli ultimi anni, incapaci o in mala fede nel gestire un problema di tale entità. Ah, buona, cara, vecchia Democrazia Cristiana !

Bertinotti aveva previsto tutto ciò, prima di essere fatto fuori dal compagno D’Alema con la legge elettorale.

Ma a parte le mie considerazioni in ultimo nostalgiche: cosa puoi dirci tu, Vita ?

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – PROBLEMA CASA.

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