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S.I.D.

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Pubblicato da Filomena Taraborrelli il 2 giugno 2012.

Pronto, servizio infermieristico domiciliare buongiorno! “ah buongiorno, senta io avrei un problema…..” Quasi tutte le telefonate che ricevo in ambulatorio iniziano così, tutti hanno un problema, tutti si rivolgono a noi perchè hanno un problema, certe volte tutto si risolve con una semplice telefonata e con l’immancabile frase finale: “stia tranquillo ci penso io”…”Grazie; altre volte l’intervento si risolve inviando un collega a domicilio del paziente, altre volte la mia frase finale è questa: ” grazie per averci chiamato e ancora condoglianze da parte nostra…silenzio, pausa….singhiozzi, tra queste parole di ringraziamento “per tutto quello che avete fatto”…riiingg :”si pronto” ciao Filo sono la Silvia…ho tanta paura, la scossa di ieri mattina mi ha terrorizzata, viene un mio amico da Colonia (germania) a prendermi però avrei bisogno di anticipare quel prelievo di sangue, la tua collega mi ha detto di no, ma io ho paura, il mio cuore fa le bizze, Filo ho paura…pausa…..”silvia, stai tranquilla mando qualcuno subito”. Iniziano lunghe discussioni con i colleghi, incazzature, polemiche, ma alla fine si farà come voglio io, ho solo il buon senso da far pesare, non parole inutili, ma il buon senso delle cose, vivere al quarto piano di un vecchio palazzo con già delle crepe direi che sia una buona motivazione, far partire una cardiopatica tranquilla è un’ottima motivazione. riiingg:” sono il dottor tal dei tali, ho un grosso problema con un paziente giovane, in fase terminale, rifiuta l’hospice, ma allora dobbiamo assisterlo il più possibile a casa”, si lascia scappare un due maroni di disperazione,…”queso è già il terzo questo mese e l’ambulatorio è sempre pieno di gente per le ricette”…Così la mia giornata scivola via, con il telefono di servizio che suona troppo spesso per i miei gusti, tenere i contatti con i reparti ospedalieri, loro hanno fretta di dimettere ed io ho bisogno che invece il paziente sia dimesso almeno un pochino compensato, almeno il tempo di trovare una badante….intanto bussano alla porta, altri problemi, altre informazioni, a volte ho di fronte persone “sgodevoli”, altre sono imbarazzate a richiedere un aiuto, alla fine della giornata sono fusa, ho la testa troppo piena, vorrei staccare e alla fine ci riesco, rientrano i miei colleghi e quando li vedo tesi e stanchi, ecco che mi esce una battuta e tutto si stempera in una risata, rido anch’io di gusto, è liberatorio, ridiamo persino del terremoto e di quel che stavamo facendo, io racconto che stavo cercando di aprire la porta del bagno ma quella maledetta si spostava, la chiave non entrava, la porta sbatteva forte e allora tra un conato di vomito e un capogiro ho pensato ci fosse qualcuno dentro, accidenti proprio non riuscivo a pensare che fosse una scossa, il mio lavoro e la necessità di portare aiuto sempre…alla fine realizzo, e tutti adesso ridiamo insieme ed abbiamo le lacrime agli occhi…..

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – S.I.D.

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