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sei minuti

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Pubblicato da Vita Marinelli il 30 Marzo 2014 –

Certe volte le solitudini richiedono coraggio esistenziale per oltrepassare i propri limiti, compresa la diffidenza verso gli altri o semplicemente la somma delle educazioni ricevute.

– E’ il treno per Porretta?

– Sì.

Ma il sì laconico non regge l’assalto, il treno parte e lei pure. Ha il fiatone, mi si siede di fronte. Scenderò in sei minuti, ma le bastano.

– Sei di Porretta? non ti ho mai vista.

– Sono di Bo…

Sta chiudendo gli occhi, sembra già addormentata. Forse è il caldo di oggi. Riprende.

– Sto tornando a casa, sono stata all’università. Faccio il Dams e la scorsa settimana ho preso trenta e lode. Mio padre mi ha fatto un regalo per questo, mi accompagna in discoteca. Mi ha chiesto ‘che regalo vuoi?’ e siccome sono molto arrabbiata con Sonny…sì, Sonny è un mio amico che mi porta in discoteca a Modena perché non posso permettermi un’americanata di taxi da Porretta a Modena tutte le settimane…queste medicine mi rimbambiscono, ma il mio medico insiste. Sono depressa. E’ faticoso peer me uscire la mattina, prendere il treno. E sono pure arrabbiata con Sonny che non mi ha detto neppure il motivo, non mi risponde più al telefono, basta. Dieci anni fa è morta mia madre, prendo le medicine da allora. E studio, sono brava, voglio fare l’attrice di teatro, vieni a vedermi. Però è venerdì, ci vieni in discoteca con me? Hai detto che sei di Porretta…

– Mi dispiace, non sono di Porretta, sono di Bologna, e sto per… (scendere)

– Allora vieni a Porretta, ci sono le Terme, sono belle e…

Il treno rallenta, io mi alzo, sto per salutarla che lei mi anticipa.

– Ciao, grazie. La prossima volta che ti incontro ti offro un caffè.

Le sorrido e, rifuggendo la paura dell’aggressività, di sfiorare cose o persone, le accarezzo una mano.

Mi incammino da sola, da sola con quell’incontro fugace, quella figura assopita che mi ha travolta per sei minuti.

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – sei minuti.

Un Commento

  1. Scrivere non è facile. Come fotografare, curare, cucinare. Farlo con la semplicità delle parole di Vita Marinelli, diventa un capolavoro. Senza la pretesa di essere una scrittrice titolata e professionista, legata a diritti di copyright e di promozione del nuovo libro, Vita ci delizia con la descrizione di attimi fuggenti, veri e vissuti. La condivisione del suo pensiero con tutti noi, in una piattaforma di pubblico dominio, la rende ancora più ‘grande’. La globalità del Web 2.0 è la grande scommessa del futuro: la conoscenza è nulla senza condivisione. Vita ha recepito questo messaggio.

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