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Siamo anfore rotte?

Siamo anfore rotte?

Siamo anfore rotte?

Pubblicato da Cettina Drago il 19 Luglio 2012.

Ho trovato questa storia in un libro delle elementari di mia figlia, mi è piaciuta, mi ha fatto riflettere e l’ho ricopiata.

Mi sono chiesta se i miei limiti sono simili ad un’anfora rotta…

Ogni giorno, un contadino portava l’acqua dalla sorgente al villaggio in due grosse anfore che legava sulla groppa dell’asino, che gli trotterellava accanto. Una delle anfore, vecchia e piene di fessure, durante il viaggio, perdeva acqua. Un altra, nuova e perfetta, conservava tutto il contenuto senza perderne neppure una goccia. L’anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più che l’anfora nuova non perdeva l’occasione di far notare la sua perfezione. “Non perdo neanche una stilla d’acqua, io!”. Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il padrone: ‘Lo sai, sono cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia. Quando arriveremo al villaggio io sarò mezza vuota. Perdona la mia debolezza e le mie ferite”. Il giorno dopo, durante il viaggio, il padrone si rivolse all’anfora screpolata e le disse: “Guarda il bordo della strada”. “Ma è bellissimo! Tutto pieno di fiorì/”, rispose l’anfora. ‘Hai visto? E tutto questo solo grazie a te” disse il padrone. “Sei tu che ogni giorno innaffi il bordo della strada. Io ho comprato un pacchetto di semi di fiori e li ho seminati lungo la strada e, senza saperlo e senza volerlo, tu li innaffi ogni giorno”. La vecchia anfora non lo disse mai a nessuno, ma quel giorno si sentì morire di gioia. Siamo tutti pieni di ferite e screpolature e limiti ma, senza saperlo e senza volerlo, possiamo fare meraviglie con le nostre imperfezioni.

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – siamo anfore rotte?.

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