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Silenzi Fotografici

Silenzi Fotografici

Silenzi Fotografici

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    Bologna non è la mia città, ma lo è diventata dal primo momento che ci ho messo piede, mentre Villa Castelli restava tale. No, le due cose non sono incompatibili. Mi piace occuparmi di lei, di Bologna. E per i miei quarantuno anni mi sono regalata di allestirle una mostra. Del resto volevo fare la traduttrice, alla fine faccio sempre i conti con quella ambizione. Umilmente ho cercato di tradurre il silenzio. Ho riconsociuto il bisogno di due amici di fotografare la Natura e l’ho visto coincidere col mio di raccontarla. I soggetti delle immagini sono comuni, d’un territorio familiare, per sottolineare l’attenzione richiesta dalla Natura tutta, non solo quella dei paesaggi estremi o di animali e piante favolosi.
    L’ho chiamato Silenzi Fotografici, questo bisogno, perché la condizione silenziosa offre stati di grazia e in questi accresce la nostra consapevolezza di vivere. La fotografia, proprio come la scrittura, affina la nostra sensibilità al silenzio. Ci permette di conservare qualcosa di quando e di quanto il silenzio ci ha stupito. Ci permette di rievocarlo.
    La disposizione degli ambienti mi ha suggerito diversi modi di osservare il silenzio. Può essere voluto, imposto, sofferto, condiviso, privato, dimora di mille parole, orfano di mille altre, infranto. Ecco. Una sala grande che rompe il silenzio con la sua esuberanza. Una piccola che lo declina intimo. Una sotterranea che lo rende caloroso, accogliente.
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  • -via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – Silenzi Fotografici

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