Pages Navigation Menu

get the blog!

Storia di ordinaria follia

Storia di ordinaria follia

Pubblicato da Lorena Lusetti il e Settembre 2013.

“Che cosa terribile, che cosa terribile, Commissario” diceva la signora Lella tra le lacrime. Intanto gettava qualche sguardo verso il marito che giaceva riverso sul tappeto in una pozza di sangue. La signora Lella era un tantino strabica, perciò non si capiva bene se si riferisse al marito o al tappeto.

“Capisco signora, capisco benissimo” disse il commissario Ferrari guardando l’orologio. A quell’ora si sarebbe dovuto trovare a pranzo dai suoceri, con tutta la famiglia. Era tradizione la vigilia di Natale sedersi tutti a tavola a gustare quello che sua suocera, reggiana purosangue, iniziava a preparare con le sue mani, aiutata dalle donne della famiglia, già da ottobre. Anche lui si asciugò una lacrima pensando ai cappelletti che in quel momento si stava perdendo. La signora la scambiò per commozione.

“Grazie commissario, si vede subito che lei è una persona sensibile” Il commissario si ricompose.

“Allora, mi dica quello che è successo”

La signora Lella tirò su con il naso, si deterse gi occhi con il fazzoletto, fece un bel respiro e cominciò:

“Dunque, c’è ben poco da raccontare. Ero scesa per comperare gli odori per il brodo”

“Gli odori?”

“Sì, insomma, quelle verdurine che si mettono assieme all’osso per fare il brodo.”

Al commissario scese un’altra lacrima.

“Su, commissario, si faccia coraggio” gli disse comprensiva la Lella

“Ma che coraggio e coraggio. Ho solo un po’ di raffressore. Continui pure”

“Allora, stavo tornando con le verdure, ed ho trovato la porta aperta. Io la chiudo sempre, sa con la gentaccia che è venuta ad abitare ultimamente nel quartiere, e quindi ho capito subito che era stata scassinata. Dunque, entro in casa e trovo mio marito lì, ancora in pigiama, con la testa fracassata e …”. E giù a piangere come una fontana. Intanto pensava al suo bel tappeto comperato l’estate passata da un ambulante di colore sulla spiaggia del lido di Volano. Non sarebbe mai tornato bello come prima. Avrebbe dovuto metterci sopra del sale, ma tutti quei poliziotti della scientifica non volevano nemmeno che lo toccasse. Ma cosa possono capire loro di tappeti.

Intanto nell’aria si stava spandendo un profumino famigliare. Tutti i poliziotti che giravano per la casa si fermarono con il naso all’aria, il commissario aspirò rumorosamente con le narici. Se chiudeva gli occhi si vedeva seduto al tavolo di sua suocera, con un piatto fumante davanti.

“E’ il brodo. Il brodo commissario. Lei mi scuserà se vado a darci una mescolatina.”

La signora Lella alzò tutta la sua corpulenta mole dalla poltrona e si diresse verso la cucina ancheggiando, seguita dal commissario. Alzò il coperchio della pentola nella quale stava bollendo un profumatissimo brodo. A Ferrari venne l’acquolina in bocca.

“Vede, io ho un segreto per fare il brodo saporito. Lo faccio con l’osso del prosciutto. Lo taglio in quattro pezzi e lo lascio bollire assieme agli odori e alla carne. Mi creda commissario, il mio è veramente un brodo speciale”

Non c’era bisogno che lo dicesse, si sentiva già dall’odore che era buonissimo.

“Signora, tornando a noi. Il motivo dell’aggressione lo abbiamo capito, dal momento che mancano tutti I suoi gioielli, come lei ci ha detto. L’unica cosa che non riusciamo a capire è l’arma”

“L’arma?”

“Sì, è chiaro che è stato colpito con un oggetto pesante, tipo una mazza, o un bastone. Ma in casa non abbiamo trovato niente del genere.”

Disse il commissario mentre osservava i pezzi dell’osso del prosciutto che giravano nella pentola.

“Ma quale strano e strano. E’ chiaro che aveva con sè un attrezzo, un piede di porco. Quando è stato sorpreso da mio marito si è difeso, glielo ha sbattuto in testa, e poi è scappato portandoselo via”

“Difeso?”

“Ho detto difeso? Mi scusi, volevo dire lo ha aggredito. Ecco, aggredito”.

Disse la Lella chiudendo il coperchio della pentola con un moto di stizza. Poi ritornò calma e lacrimosa come prima.

“Commissario, può venire qui un momento?”

Gli disse uno dei suoi ragazzi dalla sala. Ferrari si allontanò a  malincuore da quel brodo. Dopo qualche minuto che stava discutendo con gli altri sulle modalità dell’accaduto entrò nella sala la signora Lella con un vassoio di prosciutto tagliato fine, profumatissimo, e un cestino di pane.

“Vi ho portato uno spuntino. Servitevi pure, poi ne taglio dell’altro. Mio nipote tutti gli anni mi porta un prosciutto intero da Parma. Così io ci tolgo l’osso e ci faccio il brodo. Assaggiate commissario, e ditemi se non è il migliore”

Il prosciutto di Parma, l’odore della sua infanzia. Nessuno si fece pregare, i ragazzi che stavano lavorando, quelli con le tute bianche, quelli in divisa, tutti insomma si interruppero e andarono a mangiare pane e prosciutto, come attratti dall’irresistibile canto di una sirena. Nell’appoggiare il vassoio alla signora Lella si alzò la manica del vestito, scoprendo l’avambraccio.

“Signora, che brutti lividi che ha, ma che cosa le è capitato”

La Lella si ricoprì in fretta, con un leggero imbarazzo.

“Ma niente, sono caduta con la bicicletta, una cosa da niente”

E corse in cucina ad affettare altro prosciutto. Il medico legale si avvicinò al commissario sputacchiando briciole di pane.

“Insomma, riepilogando, l’arma è una specie di bastone con una estremità arrotondata, con la quale è stato inferto il colpo, con forza. Lo hanno colpito da dietro. Deve avere reagito però, perchè ha dei segni sulle nocche. Poveretto”

Entrambi infilarono in bocca un’altra fetta di prosciutto di Parma. Aveva ragione la signora Lella, era buonissimo. Sarebbe stato buonissimo anche il brodo, preparato con l’osso.

La Lella intanto stava mescolando nella pentola, guardando l’ipnotico girare dei pezzi del prosciutto. Con una mano si teneva una costola, era rotta e dolorante, ma la smorfia di dolore si trasformò in una specie di sorriso, pensando che da adesso in poi nessuno le avrebbe più fatto del male.

Un Commento

  1. La signora Lella è una casalinga come tante che subisce violenza tra le mura domestiche. Il racconto è divertente nella sua drammaticità e ripropone il problema che la cronaca di questi giorni ha evidenziato in misura crescente. E’ una guerra tra coniugi scatenata da sospetti, gelosie, incomprensioni, violenza, soprusi. Il giallo tra gli ‘odori’ di casa e una fetta di prosciutto di Parma è una istantanea della nostra vita quotidiana resa ‘drammaticamente divertente’ dal genio di Lorena Lusetti.

Lascia un Commento

Pin It on Pinterest

Share This