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Tu sei perfetto

Tu sei perfetto

Tu sei perfetto

In questi tempi che definirei bui, senza troppi timori di essere smentita, posso raccontare e regalare piccole briciole di gioia semplice e luminosa. Stamattina ero sul bus che mi riportava a casa all’ora di pranzo. Lo avevo preso malvolentieri, rinunciando a una passeggiata, quando mi sono accorta che stavo rischiando il collasso per il troppo caldo e per l’afa.

Mi son seduta e ho incontrato subito lo sguardo sorridente di un anziano, seduto di fronte a me, forse interessato al mio romantico cappello traforato. Ho ricambiato e mi ha fatto bene. Un uomo corpulento, pronto a scendere, ha catturato la mia attenzione perché  alla mano destra, che afferrava il sostegno di ferro, indossava un guanto di plastica trasparente, Il primo pensiero è stato: ecco un paranoico per l’igiene e per la paura di ammalarsi chissà di che.

Pensar male non mi fa bene. Infatti mi son subito data un’altra spiegazione: forse aveva uno sfogo a quella mano e proteggeva con il guanto gli altri che avrebbero toccato quel ferro dopo di lui. Questo pensiero sì che mi ha fatto bene. Una coppietta intanto si teneva abbracciata: lui, piccolo ed esile, sembrava un ragazzo dell’est, sguardo dolcissimo e premuroso. Quando ha guidato la ragazza all’uscita ho visto lei, una cinesina deliziosa, che accettava con grazia le gentilezze di lui. Due mondi così diversi e così vicini per  amore.

Mi ha fatto bene. Ma quello che ha fatto cantare il mio cuore fino a casa, e ancora adesso che ne scrivo, è stato vedere all’altezza delle Due Torri, quando il bus si è fermato per aspettare che il semaforo diventasse verde, un giovane uomo cotto dal sole, pantaloni corti e maglietta felicemente stropicciata, appollaiato su uno dei piccoli piloni accanto alla statua di S. Petronio, con un cartello appoggiato al petto: TU SEI PERFETTO!

Le tre parole scritte  a colori diversi, tutto maiuscolo. In mano un fiore. Un sorriso travolgente. Ci siamo guardati, io gli ho detto: TU, lui mi ha detto: TU, indicando me, il cartello e poi il suo cuore, simulando il suo battito. E lo ha fatto con l’anziano che mi aveva sorriso e con una ragazza che lo ha fotografato. Ognuno di noi è perfetto così com’è e non dobbiamo permettere a nessuno e a niente di trasformarci in altro e di correre il rischio di non riconoscerci.

via Social4Web – http://www.social4web.com/blogs – Blog View – Tu sei perfetto.

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